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LA SCAPIGLIATURA: POESIA TRA INNOVAZIONE ED ECCESSO

 

LA SCAPIGLIATURA: POESIA TRA INNOVAZIONE ED ECCESSO.

La Scapigliatura è una corrente letteraria e culturale sviluppatasi tra gli anni 1860- 1880, nel periodo post- unitario. Si tratta di un movimento di artisti che ha fatto della protesta, del rifiuto dei canoni tradizionali la base del proprio stile, generando una poesia che, per quanto concerne i temi trattati, delinea un abisso rispetto a quella dell’epoca precedente.

LUOGO E PERIODO STORICO.   

Questa corrente letteraria nasce a Milano, in reazione allo sviluppo dell’unità d’Italia, datata 1861. La città del nord Italia è stato il fulcro della nascita della Scapigliatura, dal momento che si trattava del capoluogo più importante per la cultura: capitale del giornalismo italiano, con una fervida attività di pensatori che permettevano lo sviluppo di varie correnti di pensiero. Un forte impulso alla cultura viene anche fornito dai numerosi giornali che nascono -e a volte finiscono- in breve tempo, che forniscono spazio ai letterati per condividere e far conoscere il proprio pensiero. Un luogo quindi che è stato terreno fertile per far sviluppare un movimento come quello scapigliato dai toni aspri e accesi. Importante è anche il periodo storico in cui il movimento si crea: all’indomani dell’unità d’Italia ci si rende conto, per molti intellettuali, che l’idea rivoluzionaria di base sviluppatasi nel Risorgimento è stata in gran parte disattesa. Motore primo dell’Unità è stata la politica di Camillo Benso, conte di Cavour, più che la spinta di massa e di popolo.

IL TERMINE SCAPIGLIATURA.

Ma cosa vuol dire Scapigliatura? Questo termine viene utilizzato in riferimento ai giovani scrittori milanesi ed appare pubblicato nell’ “Almanacco del Pungolo”, uscito nel 1857 ad opera di Cletto Arrighi, all’interno di un frammento di racconto intitolato “Uno scapigliato”. Si tratta di un’opera che può essere definita il manifesto del movimento, e che collega il termine in questione all’idea di Bohème francese. In sintesi questo termine, arricchito dalla nota d’oltralpe, fa riferimento ad una vita spensierata ed equivoca, dedita agli eccessi, quasi zingaresca, a cui il termine francese Bohème si ispira. La parola in realtà era già presente, sempre con questa accezione di vita disordinata, già in Dante, Boccaccio e Ariosto, senza però l’accezione ulteriore di “vita zingaresca” inserita solo per la definizione di questi poeti.

PRINCIPALI ESPONENTI DELLA SCAPIGLIATURA.

Alcuni tra i poeti, intellettuali e scrittori del movimento si sono elevati maggiormente rispetto ad altri, lasciando una indelebile testimonianza nella storia letteraria del nostro paese. Due tra i principali esponenti di questo periodo sono Emilio Praga e Arrigo Boito. Praga nasce da una famiglia benestante nel 1839, si dedica a studi pittorici e poetici, girando il mondo tra Svizzera, Germania, Olanda e Francia. Proprio in Francia, più precisamente a Parigi, ha modo di conoscere i poeti più importanti del periodo tra cui Baudelaire. Nel 1864, con la morte improvvisa del padre, inizierà un periodo di crisi economica per l’intellettuale. Le sue poesie mostrano la sua capacità di analisi pittorica, come la raccolta “Tavolozza” del 1862. Boito nasce nel 1842 e come Praga viaggia in tutta Europa. Torna a Milano nel 1862 dove stringe amicizia proprio con Praga. Grande scrittore e poeta, dirigerà anche la rivista “Figaro” da gennaio a marzo del 1864. In Arrigo Boito è forte la componente ironico- sarcastica, che nasce dalla comprensione dell’obsolescenza del comparto romantico che lo precede.

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