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Perche’ tradurre nella tua testa ti sta impedendo di imparare al meglio una lingua straniera

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È una cosa che abbiamo capito fin da subito: nell’apprendimento di una lingua straniera il capire e l’esporre sono elementi molto diversi. Sia che si tratti di scritto o di parlato, comprendere ci risulta molto più accessibile già dall’inizio e anzi, è ciò che riusciamo a far progredire più velocemente alimentando il nostro entusiasmo verso la lingua scelta.
Nonostante, con lo studio, le nostra grammatica si rafforzi e il nostro lessico aumenti, può capitare di sentirci bloccati nell’esposizione, come se ci fosse una sorta di divario tra il modo in cui pensiamo le frasi e il modo in cui prendono forma su un foglio o fuori dalla nostra bocca.

Specialmente nel parlato, viene spontaneo puntare il dito verso l’elemento psicologico: in media la nostra educazione linguistica non lascia molto spazio alla conversazione e quindi nel momento di parlare subentra la sensazione di timidezza e insicurezza dell’essere fuori dalla nostra comfort zone.
In realtà il problema può essere ritracciato ancora più indietro; perché ci sentiamo così insicuri?
Perché non ci sentiamo in grado di produrre frasi complesse come quelle che riusciamo a comprendere?
Il nostro cervello si approccia alla lingua che stiamo imparando come si approccia alla nostra lingua nativa e istintivamente aggiunge nel processo un passaggio in più.
Prima pensiamo alla frase nella nostra lingua e poi cerchiamo di tradurla nel momento in cui parliamo.

Questo passaggio porta come svantaggio sicuramente la mancanza di fluidità nel discorso, richiedendo alcuni secondi di stacco tra i componenti di una frase (spesso accompagnati dai cacofonici uuuhm che ci escono di bocca) e rendendo il nostro discorso macchinoso e più difficile da seguire per il nostro interlocutore. Inoltre nella nostra lingua siamo in grado di sostenere complesse strutture sintattiche che non siamo ancora capaci di rendere in quella straniera e quindi ci interrompiamo, non sappiamo come andare avanti, ci incartiamo e non solo risultiamo confusi ma siamo noi stessi a pensare di non essere capaci di parlare quando la verità è che stiamo semplicemente sbagliando approccio.


Come possiamo, quindi, allenare il nostro cervello a perdere questa brutta abitudine e dare un boost al nostro apprendimento? Tra i trucchetti più comuni che danno risultati troviamo:

1)     Completa immersione sensoriale. Dobbiamo allenare il nostro cervello a creare un compartimento separato per la lingua che stiamo imparando per fare in modo che non venga ad attingere alla nostra. Circondati della lingua che vuoi imparare e usa più sensi possibili: puoi usufruire dei classici libri in lingua, film e serie tv ma se vuoi un approccio un po’ più fresco, uno dei maggiori trend dell’audiovisivo 2018/19 riguarda i podcast, programmi radiofonici, spesso gratuiti e accessibili sulle maggiori piattaforme di streaming, che trattano gli argomenti più disparati. Avere nelle orecchie, anche mentre pratichi altre attività, persone madrelingua che parlano allenerà il tuo orecchio e darà al tuo cervello strutture sintattiche standard da cui attingere quando sarà il momento di fare conversazione (e bonus: potrai imparare un sacco riguardo la cultura in cui è immersa lingua!).

2)     Narrazione interna. Sempre collegata all’immersione sensoriale, una tecnica consigliata è quella del cosiddetto narratore interno. Si tratta di raccontare a te stesso, nella tua testa, le azioni che stai compiendo nel corso della giornata. Nessuno può sentirti quindi non devi mai preoccuparti di essere perfetto, sarà, anzi, lo sforzo di trovare man mano le parole che ti farà fare pratica per il tuo parlato futuro. Può sembrare un po’ strano ma dagli una possibilità!

3)     Usa il dizionario monolingua il più possibile. Collega le parole nuove che stai imparando non solo alla loro traduzione letterale in italiano ma fai in modo di dargli un contesto nella lingua che stai imparando. Anche questo sarà un allenamento per il tuo cervello a perdere la tentazione di affidarsi all’italiano al primo momento di difficoltà.

4)     Pazienza e costanza. Non essere duro con te stesso e non aspettarti risultati miracolosi al primo film guardato. Stai cercando di combattere un approccio istintivo del tuo cervello ed è solo con l’esercizio costante e l’impegno che vedrai risultati!

5)     Viaggia. Metodo ideale se la pazienza non è proprio la tua qualità o se ti sembra di non riuscire a concentrarti sulla lingua come vorresti tra tutte le cose di cui devi occuparti nella tua ruotine di studio o lavoro. Separati dai tuoi connazionali e ricerca persone del luogo per un’esperienza linguistica stimolante e formativa!

 

Come già detto, prenditi il tuo tempo e non diventare troppo critico in caso di passi falsi; già aver preso la decisione di voler imparare un’altra lingua è un elemento che ti sta arricchendo personalmente e professionalmente e con qualche semplice accorgimento puoi davvero fare quel salto di qualità che ti ripagherà di tutto lo studio fatto fino ad ora!

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