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Le nuove frontiere della velocità in arte: il futurismo

 
Grande e influente corrente trasversale alle arti maggiori e letterarie, fino alla danza e alla musica, con i suoi princìpi ispiratori, il futurismo ha segnato la riforma di un gran numero di ambiti di espressione e sfere d'interesse culturale. Il nome con cui è conosciuta la corrente si deve all'idea di Filippo Tommaso Marinetti, autore anche del celebre manifesto che nel 1909, con il lancio sulla rivista francese Le Figaro, da il la al movimento. Da lì seguono altri manifesti, come quello del 1910 dei pittori, a cui prendono parte nomi affermati e non, come Carrà (prima del passaggio all'esperienza metafisica), Boccioni e Balla, che aumentano ulteriormente visibilità e prestigio della corrente. Dal punto di vista contenutistico il futurismo segue l'importante spinta innovativa data dalle introduzioni tecnologiche a cavallo tra '800 e '900 come la radio, gli aeroplani e il telefono senza fili. Un cambiamento veloce e radicale all'insegna di un unico denominatore comune, la velocità. Il concetto di dinamicità invade anche altri ambiti, come l'area industriale, con l'avvento della catena di montaggio. Il futurismo nasce in Italia ma con il suo pensiero investe ben presto l'Europa intera. Si suddivide cronologicamente in tre grandi fasi: il primo futurismo si colloca dalla nascita (1909) fino alla morte di Boccioni (1916). Nel primo periodo, politicamente "in linea" con la componente interventista del tempo in ambito di Grande Guerra, si inserisce la prima esposizione futurista di grande portata, a Parigi presso la galleria Bernheim-Jeune, nel febbraio del "12. Dopo lo scetticismo iniziale con cui viene accolta la mostra approda in altre città europee con maggiore successo, arrivando anche a Berlino. Il secondo Futurismo si articola a sua volta in una prima fase, fondamentalmente post cubista e costruttivista (1918-1928), e in un secondo periodo (1929-1938) orientato al surrealismo. Questa seconda stagione si segnala per l'intenso legame con il regime fascista, manifesto nell'uso di specifici stilemi del regime. Ciononostante, è esistita anche una cerchia di futuristi di sinistra, sebbene meno conosciuta, che resiste tuttavia poco prima dell'avvento del fascismo. Anche quella forma è comunque riconducibile all'idea generale che hanno rappresentato le tendenze futuriste, ossia in aperto contrasto con le regole tradizionali e all'insegna del rinnovamento. 

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