Elisir di lunga giovinezza

 
Diciamoci la verità: ormai siamo tutti sul pezzo. É una questione di periodo storico. C'è stato il periodo storico dei gladiatori, dei cortigiani, delle matrone greche. Questo è il periodo storico di chi sta sul pezzo. Cerco di spiegarmi. Io sono nata in una zona di mare. Fino a qualche anno fa (e non sto parlando delle guerre puniche, prometto di aver meno di 30 anni) non mi sarei mai sognata di rendere pubbliche foto del mare. Voglio dire, per chi ci vive il mare è una cosa normale. Come per chi vive in città gli eventi, i grattacieli, le luci del centro. E invece no, ormai, foto di mare ovunque. Una bella inquadratura tattica, con spritz al tramonto (che poi, chissà se è lo spritz ad avere i colori del tramonto, o il tramonto ad avere il colore dello spritz). Beh, certo, non c'è niente di male. E non sono qui per farvi la paternale sull'uso dei social. Non credo che i social siano il male. Probabilmente hanno solo messo in evidenza che "l'uomo è un animale sociale", che abbiamo bisogno di condivisione, in una società in cui si è molto più soli di ciò che appare. Certo, come direbbero i latini, "cum grano salis" (con un po' di sale in zucca, insomma). Volevo solo condividere con voi qualche riflessione, perché nella vita dobbiamo sempre riflettere su ciò che ci viene propinato come 'normale'. 
Per esempio, adesso c'è la moda di sottolineare che "le foto non sono la verità" e che "nella vita normale ci sono i difetti e  non ci sono i filtri". Mi viene solo da rispondere: ma grazie al cielo. Certo che una foto non è la verità. È una foto. Un quadratino bidimensionale, che non ha nemmeno la profondità. La fotografia è una forma d'arte. Come tutte le arti, migliora, peggiora, simula, dissimula. Ed è così per tutti. Anche se usassi gli stessi filtri che ha usato Monica Bellucci, non verrei uguale, perché io non sono Monica Bellucci. Altra cosa è se scrivono #nofilter e poi si vede lontano un miglio che al posto del make-up hanno usato il calcestruzzo. Ecco, probabilmente, il problema non è il filtro, ma la coerenza, e l'importanza che stiamo dando a tutto questo. Non è quello che fai, ma perché lo fai. È bello condividere una foto, ma il successo che riscuoterà quella foto non può e non deve essere il senso della tua esistenza. Abbiamo bisogno di leggerezza, di spensieratezza, di pochi movimenti calcolati. Abbiamo bisogno di accettare i nostri difetti, che il filtro nella vita non può esserci sempre. Accettarsi è il primo passo per migliorare. 
Dovremmo sforzarci di non apparire sempre perfetti, né nella vita né sui social. Non sembri né più interessante né più intelligente se te la credi ad ogni selfie. 
Quindi adesso prendete carta e penna, e annotatevi l'elisir di lunga giovinezza. La chiave segreta per essere davvero belli. È senza olio di palma, senza lattosio, senza glutine, adatta a tutti: credetevela meno. Sorridete di più. Fregateve di seguire la massa. Non vergognatevi dei vostri difetti. Date ad una foto il peso che merita una foto. Non fate sui social quello che non fareste nella vita quotidiana. Lasciatevi amare per ciò che siete, e nulla più. Preoccupatevi di costruire le vostre vite nelle cose che contano. E un saluto a Monica Bellucci.
 
@claudiagatt

 

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