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ORIENTAMENTO: 3 DOMANDE DA PORSI PRIMA DI SCEGLIERE L’UNIVERSITÀ

 

All’ultimo anno di liceo, è comune trovarsi in una condizione particolare: da un lato si sperimenta un senso di libertà perché una lunga e importante fase della nostra vita sta per concludersi ma, dall’altro, ci assale l’ansia di scegliere l’università, il luogo ove passeremo i prossimi tre o più anni a nostra vita e che segnerà profondamente il nostro futuro.

Ma come scegliere? Quali elementi prendere in considerazione? In questo articolo, ho cercato di raccogliere per voi alcuni spunti di riflessione.

1) Quale lavoro mi piacerebbe fare?

Oggi è fondamentale partire in anticipo e non farsi trovare impreparati. Avere le idee chiare sulla professione dei nostri sogni ci consente di tracciare il nostro percorso universitario.

Prima di rispondere l’avvocato o il medico, informatevi su quali sono i passaggi per poter esercitare la vostra amata professione: a volte, infatti, ci si crea aspettative o raffigurazioni distorte di ciò che vorremmo fare anche a causa di una informazione carente e ci si trova, in corsa, a cambiare percorso. Nel rispondere alla domanda, non limitatevi quindi a chiedervi cosa vi piacerebbe fare ma anche se siete disposti a seguire tutto l’iter o se potete sopportarne i costi.

Chiedetevi anche quante sono le persone che lavorano in quel settore: in generale, più il lavoro è specializzato, meno lavoratori troverete e quindi avrete più possibilità d’occupazione. Tuttavia, considerate che più i vostri studi saranno specifici, più sarà difficile riciclarvi in altre occupazioni.

Se avete amici o conoscenti che lavorano nel campo che desiderate, confrontatevi con loro: ciò vi consentirà di avere una visione più completa.

Ricordate, in ogni caso, che nei tre o cinque anni dei vostri studi, le condizioni esterne (ad esempio, la saturazione di un certo settore) andranno incontro a diversi cambiamenti: fate in modo che la facoltà scelta rispetti comunque i vostri interessi.

E per gli indecisi? Evitate facoltà altamente specializzate e preferire quelle più generiche.

2) Quale università?

Scelta la facoltà, bisogna chiedersi quale università scegliere.

Un primo criterio di scelta è quello tra Università pubbliche o private. La differenza, com’è immaginabile, sta nell’ammontare della retta. Non fatevi spaventare, tenete in considerazione che molte università prevedono borse di studio per gli studenti meritevoli e/o meno abbienti.

Nella scelta, non limitatevi a ragionare in base alla vicinanza geografica dell’università rispetto a casa o alla città ove essa è collocata (le famose città universitarie, ndr) ma consideratene anche il prestigio. Spesso, infatti, le università vantano specializzazioni in determinati settori e, in ogni caso, sui vari siti internet, potrete facilmente trovare i nomi dei docenti e i loro CV. Presentarsi dicendo di aver studiato in un’antica università o essere stati allievi di un grande professore è sicuramente un punto in più nel vostro Curriculum Studiorum.

Un valido aiuto vi viene dalle statistiche pubblicate sul sito di AlmaLaurea  (www.almalaurea.it): qui potete trovare dei report comparativi aggiornati annualmente.

Infine, valutate anche l’opportunità di studiare all’estero: ciò vi consentirà di imparare una nuova lingua e avrete più possibilità di trovare il lavoro dei vostri sogni!

3) Pendolare o fuori sede?

Chiaramente la distanza geografica gioca il ruolo fondamentale: se avete scelto di studiare a Milano e venite dalla Puglia avrete ovviamente bisogno di trasferirvi.

Inoltre, anche se la distanza potrebbe consentire il pendolarismo, non dimenticate di valutare tutte le varianti del caso: obbligo di frequenza delle lezioni, orari delle lezioni, costo dell’abbonamento dei mezzi pubblici, benzina, ritardi cronici della tratta ferroviaria, ecc. ecc.

Le soluzioni a vostra disposizione nel caso in cui abbiate scelto di diventare studenti fuori sede sono essenzialmente due: l’appartamento in condivisione o il dormitorio/convitto/collegio che dir si voglia.

Informatevi sui costi di entrambi e, soprattutto, sulle condizioni di ammissione nel dormitorio: alcuni, infatti, richiedono il mantenimento di una certa media o un determinato ISEE. Se il costo del dormitorio può essere inferiore rispetto al canone di locazione di un appartamento, ricordate che nel primo potreste essere soggetti a restrizioni sugli orari serali o sulla possibilità di invitare persone esterne.

Non dimenticate, tuttavia, che scegliendo l’appartamento potreste trovarvi a condividere gli spazi con persone non compatibili con voi e che, spesso, ci si trova a condividere anche la stanza da letto.

 

E se, nonostante tutto, vi doveste accorgere che il percorso intrapreso non dovesse piacervi, non vi preoccupate: si può sempre cambiare!

 

Deborah Bettini

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