Compiti a casa: pro e contro

 

È ormai da tempo che genitori e insegnanti riflettono e dibattono sulla questione dei compiti a casa. La logica farebbe pensare che siano i genitori gli sfavorevoli ai compiti a casa, poiché sono proprio loro a vedere i figli stanchi, stressati, che neppure a casa hanno la possibilità di rilassarsi; penseremmo sempre ai genitori come sfavorevoli considerando il tempo libero, le gite fuori porta, i fine settimana, lo sport e quant'altro. In realtà non è esattamente così; infatti è proprio fra i docenti che è nata l'iniziativa di abolire i compiti a casa, con i genitori sfavorevoli a tale decisione. I genitori sarebbero dunque contro questa iniziativa rivoluzionaria poiché i compiti appartengono a uno stile di vita canonico, sedimentato da sempre nell'educazione scolastica dei figli. Il fare i compiti è un'abitudine imprescindibile, perfino naturale, familiare, consueta, senza che nemmeno i genitori stessi abbiano mai riflettuto sulle effettive motivazioni educative e metodologiche. Il fatto è che questa abitudine è diventata un vero e proprio valore, tanto pedagogico quanto sociale, motivato dalla convinzione che un modo di fare tanto più è diffuso, quanto più diventa giusto. Questa decisione drastica degli insegnanti di abolire i compiti a casa, diviene perciò agli occhi dei genitori un modo di fare differente, che pertanto li scombussola e interferisce con queste consuetudini e convinzioni così tanto radicate e connaturate nella mentalità. Per quanto riguarda invece la decisione innovativa degli insegnanti, vi sono comunque al suo interno delle differenze di pensiero; infatti secondo alcuni di essi sarebbe utile abolire i compiti, colmando però questo tempo prolungando le ore di lezione, anche fino alle scuole superiori. In questo modo gli studenti avrebbero la possibilità di studiare a scuola, seguiti dell'insegnante, e ciò sarebbe utile più che altro per i soggetti in difficoltà, e soprattutto sarebbe evitato il problema dei compiti nelle vacanze e nei fine settimana. Secondo altri insegnanti, sempre favorevoli all'abolizione dei compiti, il tempo prolungato sarebbe invece controproducente e pertanto essi punterebbero a sfruttare al meglio le ore canoniche con metodi efficaci e mirati a una maggiore comprensione da parte di tutti gli studenti. Questi insegnanti si sono addirittura organizzati in un movimento, composto da docenti e dirigenti, il cui slogan è proprio: "Basta Compiti!". Questo movimento è solo un'abitudine o un modo di fare, bensì un vero e proprio impegno regolamentato da uno statuto, il quale prevede che i nomi degli insegnanti aderenti siano scritti in un apposito album. Le province in cui sono presenti docenti iscritti a questa rete sono: Torino, Asti, Verbano-Cesio-Ossola, Como, Brescia, Cremona, Genova, Parma, Modena, Trento, Prato, Arezzo, Ancona, Macerata, Roma, Napoli, Salerno, Siracusa, Carbonia-Iglesias, Oristano. Lo statuto invece presenta i seguenti punti:

- Si costituisce la "Rete Docenti e Dirigenti a compiti zero", della quale possono far parte dirigenti e docenti anche precari o con quiescenza. 

- La rete si articola in gruppi provinciali ciascuno dei quali esprime un proprio referente. 

- I componenti si riconoscono nel manifesto Istitutivo del movimento: "Basta compiti! " e si impegnano ad arricchire e diffondere i materiali raccolti nell'apposito sito. 

- I gruppi provinciali promuovono iniziative di sensibilizzazione valorizzando le esperienze documentate da docenti e dirigenti a compiti zero.

- Ogni gruppo si impegna a promuovere almeno un incontro l'anno nella propria provincia, con modalità definite autonomamente, del quale sarà data notizia nel calendario nazionale. 

- Il referente provinciale si impegna a partecipare al convegno che si terrà annualmente per confrontare esperienze e proporre iniziative. 

- Il convegno nazionale sarà organizzato ogni anno, in una località diversa, dal gruppo provinciale di riferimento. 

- La documentazione delle attività progettate o svolte, così come il confronto tra i componenti, avverrà utilizzando prioritariamente la pagina facebook dedicata e il sito del gruppo. 

- I contributi individuali che rappresentino la Rete così come i documenti elaborati da "gruppi interni" devono essere approvati, preventivamente dal responsabile scientifico e saranno pubblicati a nome degli autori seguiti dalla dicitura: "Rete Docenti e Dirigenti a compiti zero".

Sembrerebbe strano, ma a voler abolire i compiti a casa sono proprio i docenti, ovviamente gli studenti saranno favorevoli! 

Maddalena Sirtori 

Per ulteriori informazioni su questo argomento e per sapere come la pensa il Cubo clicca qui Compiti a casa si o no?

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