Credere nei propri sogni.

Credere nei propri sogni.

 

Siamo fatti di sogni e speranze, senza i quali non credo si possa vivere bene. I momenti peggiori della vita sono quelli dove non si ha un sogno da proteggere, o comunque non c'è  un obiettivo da raggiungere che ci dia la forza di andare avanti.

 

Tutti, da bambini, guardano al futuro volendo fare cose fantastiche; in quel periodo ancora non si è capaci di capire le mille difficoltà che si presenteranno sul nostro cammino, si crede che tutto sia possibile e si ha una grandissima voglia di vivere; tutto sembra così semplice e non ci si rende conto dei sacrifici che i genitori compiono per i propri figli, per vederli sorridere.

 

In fondo i bambini guardano solo ai propri bisogni, è compito degli adulti guardare ai bisogni degli altri senza doversi aspettare dei ringraziamenti, perché questo significa prendersi cura di qualcuno: fare ciò che serve per veder sorridere coloro a cui teniamo, essere sempre lì anche quando fa male.

 

Il problema di tutto questo è che crescendo ci accorgiamo di quanto i sogni siano astratti e lontani; iniziamo a credere che alcune cose siano impossibili, non importa l'impegno, non importa la fatica; alcuni sogni possiamo solo vederli svanire nel nulla, a volte poi si finisce per pensare a tutto ciò che abbiamo deciso di abbandonare, e a come potrebbero essere ora diverse le cose, magari con meno stress, o magari con più felicità; si sentono i rimorsi di scelte che sarebbero potute essere migliori, più coraggiose, che non vengono prese per paura o perché richiedevano troppo sacrificio. Dentro noi c'è quella voce che cerca sempre di spingerci a prendere la scelta più semplice, ma se si prende una volta la via meno difficile solo per non soffrire poi diventa sempre più facile scappare, mentire a noi stessi; diventa sempre più facile credere che abbiamo fatto tutto il possibile anche quando avremmo potuto fare molto di più; ma dare tutto per qualcosa fa paura: c'è il rischio di finire svuotati e pensare di non avercela fatta perché non eravamo abbastanza. Già, e a quel punto cosa si può fare? Ci sono solo due strade che si possono prendere:

 

La prima, quella più facile, è quella di arrendersi e lasciare che la tristezza e lo sconforto prendano il controllo della nostra persona, impedendoci di andare avanti con la nostra vita, permettendo alle brutte cose di schiacciarci e finire per non far altro che scappare quando c'è da combattere.                                                                                    

 

La seconda cosa è quella più difficile e dolorosa: lasciare che il fallimento bruci dentro di noi, permettendogli di lasciare un marchio per ricordarci quanto abbiamo dovuto soffrire e, anche se abbiamo fallito, capire che tutto è servito per farci maturare e prendere coscienza dei nostri errori, per poter conoscere meglio chi siamo e cosa vogliamo essere.                

 

Molte cose non le capiremo mai, e molte volte non guarderemo a quello fatto in passato e faremo sempre gli stessi errori. Il tutto diventa una catena difficile da spezzare senza rischiare che si finisca a pezzi, perché se non c’è un equilibrio tra cuore e mente, il peggior nemico che si parerà davanti è il riflesso nello specchio ogni mattina: ci si lascia offuscare dai dubbi, la paura prende il sopravvento alimentata da situazioni che rischiano di peggiorare, e a volte la vita non sembra altro che qualcosa che scorre mentre aspettiamo cose che non arriveranno mai, ma niente arriva senza combattere; se non si è capaci di dare tutto per quello che si vuole veramente, e l'unica cosa che rimarrà sarà solo immaginare come sarebbero potute andare le cose.

So fin troppo bene che non tutto è realizzabile, ma bisogna provarci lo stesso.

 

I momenti nei quali si è più vivi sono quelli in cui la lotta per i sogni e il futuro è più intensa, non c'è niente di più bello di aver raggiunto un obiettivo prefissato: la soddisfazione che ne deriva fa capire quanto fatica e dolore siano stati necessari, e da loro nasce la felicità.

 

Una volta realizzato quello che vogliamo, non bisogna lasciare al passato o alla paura di dettare le nostre azioni: ogni giorno è una nuova sorpresa, sta a noi decidere se sarà quello desiderato o se sarà carbone.

 

 

 

 

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